Diritto

Microsoft: OpenOffice.org viola 45 brevetti… Disperazione o strapotere di BigM?

Posted in Diritto, Notizie hi-tech, Open Source on maggio 14th, 2007 by bloggitup – Be the first to comment

OpenOffice.org, citata da Microsoft per la violazione di ben 45 brevetti, parla per bocca di uno dei suoi veterani e afferma che si tratta di un atto disperato. E’ veramente difficile capire cosa abbia spinto BigM ad assumere una posizione così rischiosa.

openoffice

In OpenOffice.org si dicono sicuri che Microsoft abbia preso una posizione basata su un fondamento errato che finirà con il ritorcersi contro la casa di Redmond; gli speaker Microsoft hanno infatti fatto riferimento all’uso di licenze GPL (General Public License) la cui bozza v3 (Version 3) tenterebbe di abbattere il “ponte” tra la tecnologia “proprietaria” e quella open source, ponte costruito da Microsoft insieme a imprese e clienti. Peccato che OpenOffice.org non si rifaccia all’uso di licenze GPL, ma di licenze LGPL (GNU Lesser General Public License)…

microsoft

Sembrerebbe proprio che gli uomini di Bill Gates abbiano preso un grosso granchio, troppo grosso…
Conoscendo l’azienda di Redmond, viene spontaneo pensare che ci sia qualcosa sotto…
Il mondo Open Source è sempre più a rischio dell’abbraccio mortale di Microsoft… ma, come si dice, non sempre tutti i mali vengono per nuocere.

ATTENZIONE! Cattive notizie: partite le raccomandate ai 4mila del P2P!!!

Posted in Diritto, Notizie dal mondo, P2P on maggio 9th, 2007 by bloggitup – Be the first to comment

Leggo su Punto Informatico e pensieroso riporto….

I 3636 utenti Internet italiani che secondo alcuni discografici avrebbero posto in condivisione illegalmente sulle piattaforme di sharing una certa quantità di materiale musicale, stanno ricevendo in questi giorni le raccomandate con cui i detentori del diritto d’autore chiedono la cancellazione dei file e il pagamento di alcune centinaia di euro a titolo di compensazione.

Gli utenti spiegano di aver ricevuto la lettera dallo studio legale Mahlknecht & Rottensteiner, che opera per conto dei discografici tedeschi di Peppermint e che ha ottenuto da Telecom Italia e altri ISP i nominativi degli utenti corrispondenti agli IP rilevati sulle reti di file sharing dalla società svizzera specializzata Logistep. Sebbene Telecom si fosse opposta alla richiesta di consegna dei nominativi, il Tribunale di Roma ha deciso altrimenti, accettando le tesi dei discografici.

L’arrivo delle raccomandate sottintende come il Garante della privacy nonostante il sollecito di Fiorello Cortiana abbia evitato di pronunciarsi in merito. Secondo Cortiana, membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell’Innovazione, le azioni dei discografici in questo caso, “basate su un danno presunto e non documentato da prove”, si configurano come una forma di spamming giuridico a sostegno, tra l’altro, di “una ambigua postulanza”.

Sulla questione il Garante non si è pronunciato e i legali che curano il caso per conto dei discografici hanno quindi proseguito nella loro azione, proprio come preventivato. Ma in rete non raccolgono in queste ore molti applausi.
Qualcuno parla di ricatti, mentre altri si chiedono se l’azione di Peppermint abbia un presupposto legale valido.

In assenza di una pronuncia del Garante o di qualsiasi altro intervento a livello istituzionale, gli utenti di questo particolarissimo caso, che siano condivisori di materiale illegale oppure no, sono lasciati da soli a decidere come procedere, se pagare, se accettare il rischio di un procedimento giudiziario o se stracciare la lettera che hanno ricevuto. A loro si è rivolta in queste ore Adiconsum, che definisce la situazione intollerabile.