Alcune regole importanti per i bloggers
Leggo su Marketing Blog e riporto.
Chi fa un blog deve affrontare ogni giorno una serie di difficoltà, come spam, troll, interruzioni del server, attacchi personali nei post, intrusioni di hacker, critiche pubbliche. Darren Rowse, un australiano esperto di comunicazione online, un’autorità in materia di blogging, interviene sul suo “Problogger”, che vuole aiutare quelli che fanno un blog a guadagnare, con un lungo post, “How not to become a grumpy old blogger”, per indicare le 5 regole fondamentali da osservare per non diventare un vecchio blogger brontolone.
La prima regola è di non legare la propria reputazione alle performance del blog. L’immagine, ricorda Rowse, non è solo quello che raggiungi più quello che gli altri pensano di te e non ti conviene affidarti agli alti e bassi delle reazioni di chi sa di te solo quello che scrivi. Eviterai di passare dalle stelle alle stalle al ritmo degli accessi, del pageranking, dei commenti.
Non credere a quello che gli altri dicono di te e dei tuoi scritti è la seconda regola. C’è differenza tra leggere e credere e puoi correre il rischio di farti ingannare dallo specchio deformante della stampa che parla di te. E’ opportuno almeno sentire più voci e confrontarle con la propria esperienza.
Senza un equilibrio tra lavoro e vita rischi di alterare il tuo benessere. Avverte la terza regola. Devi avere altri spazi di creatività, rigenerazione e relazionalità oltre il blog.
Sii un blogger relazionale è la quarta regola. Avere rapporti con gli altri è importante non solo per promuovere e perfezionare il blog, ma per resistere nei momenti difficili, fare leva sull’amicizia, recuperare coraggio e riaggiustare meglio il proprio tiro.
Abbi la pelle dura, è l’ultima regola, se vuoi vivere nella blogosfera e non soccombere alla minima critica o commento che non ti piace. Fa il test di realtà sull’importanza delle cose e mantieni il distacco necessario senza lasciarti coinvolgere eccessivamente.
Quelle di Darren Rowse sono regole di buon senso, utili per frenare gli eccessi di caccia alla visibilità e le sindromi negazioniste. Hanno il difetto di considerare ancora il blog come diario personale, dimenticando le evoluzioni di formato e contenuto avvenute dalle prime esperienze pionieristiche.



